Mimmo Macario nasce a Catanzaro il 23 Novembre del 1953.
Trascorre la sua adolescenza in diversi collegi italiani per poi rientrare a Catanzaro per frequentare l’istituto tecnico industriale fino al suo trasferimento nella capitale dove continua la sua formazione e inizia ad inserirsi nel mondo del lavoro. 
Nella capitale si avvicina al mondo cinematografico frequentando nel tempo libero gli studi di Cinecittà. Sono gli anni in cui conosce Nanni Loy allora impegnato in un progetto di Candy-Camera  in cui cerca di inserirsi. Pochi i soldi guadagnati, ma l’incontro con il regista italiano avrà un significato più profondo per il giovane Macario che riceverà in dono da Loy “Lezioni di regia di Sergej Ejzenstejn”,  il libro che gli cambierà la vita accendendo quella passione per l’arte della regia televisiva che non lo ha mai abbandonato. 
Le ristrette risorse finanziarie però costringono Macario ad abbandonare l’ambiente romano, in cui difficile era inserirsi senza raccomandazioni. Tappa a Torino e poi a Milano dove come venditore di libri lavora prima alla “Mondadori” e poi alla “Einaudi” libreria specializzata in cinema e televisione dove converge la parte più cospicua dei suoi guadagni. Altre collaborazioni in set televisivi dove tenta di “rubare” da registi ma anche da operatori e attrezzisti.

Nel 1973 è chiamato al servizio di leva presso Palmanova di Udine e subito dopo trasferito a Trieste e anche in quest’ambito la passione per l’arte della comunicazione lo porta ad ottenere il posto di responsabile per la sala musica e per il cinema interno come operatore, in un’esperienza che gli fornisce altro materiale filmico e musicale che arricchiscono il suo patrimonio culturale.

Nel 1976 arriva inaspettata l’occasione di trasformare in lavoro la passione: era l’era della nascita delle radio libere. Macario lavora alla propria formazione di speaker radiofonico fino ad ottenere un programmino tutto suo in una piccola radio locale di Milano.

Nel 1978 torna  ritorna in vacanza in Calabria e per caso ascolta una radio privata che colpisce per il segnale pulitissimo che la distingueva da tutte le altre. Era “RadioTele Spazio” di Tony Boemi allora conduttore di  "Filo diretto",   una trasmissione che, mettendo a proprio agio i radioascoltatori , li aiutava a raccontare le storie più private. Macario divenne proprio uno di quegli ospiti attirando l’attenzione del direttore artistico interessato al suo modo di porsi e a quella profonda voce, priva di inflessioni dialettali. 
Qui la prima proposta: realizzare una trasmissione per bambini passata alla storia dell’emittente come "Il Sapientone”. Un anno dopo Tony Boemi apre il canale televisivo e Mimmo Macario inizia la sua specializzazione con  Marisa Del Frate e Raffaele Pisu con Gianfranco Funari, con Pino Michienzi e Nino Gemelli per il teatro.

Nel 1982 realizza per RadioTeleSpazio il primo cortometraggio televisivo  “Per la giustizia per l’onore”  con Pino Michienzi e Nino Gimigliano, altre produzioni nacquero con Achille Curcio e Gerardo Argentieri Piuma.Nel frattempo partecipava a stage nazionali sulla fotografia, sulle ripresa e regia televisiva. Dirige per conto della Comunità Europea un documentario visivo dal nome “Noi e la comunità europea” a cura della Regione Calabria e Commissione delle Comunità Europee che sarà trasmesso in 9 paesi europei, produce e diventa speaker di numerosi spot pubblicitari per conto di Rai e Mediaset.

Nel 1994 partecipa alle riprese e montaggio di “il muro invisibile ” di Ida Argentieri Piuma, cortometraggio che partecipa al 14° Festival Internazionale del cinema giovani. Ancora: “scopri il mondo” trasmissioni di Giagià Rubino che riuniva tutte le scuole calabresi ogni martedì pomeriggio.

 Fra i tanti successi andati in onda su Telespazio Calabria, nel 1998 Mimmo Macario dirige e crea la scenografia di “Candid camera show” con Lino Polimeni, trasmissione che porterà all’apice la stessa tv con ascolti record. Inizia a collaborare anche con l’Accademia delle belle arti di Catanzaro. Nel 2000 partecipa al concorso nazionale indetto dai Lyons e Rai Uno “19 registi per 19 regioni” con la realizzazione e produzione di uno spot dal tema “La legalità nella quotidianità” vincendo il primo premio.
Durante questi anni è chiamato a svolgere docenze di regia e montaggio digitale per conto della Regione Calabria e Ministero della Giustizia presso alcuni centri calabresi e presso il carcere minorile di Catanzaro.

Tra le produzioni realizzate da Macario: Semaforo Rosso, Raggio di Sole,  La mappa dei piaceri,  A confronto , Niente di personale,  Umor Family Show, Su di giri, Primomattino ,Mudu, Canzonissima, Pokerissimo, Anziani in Calabria , Chi è di scena.
Dopo la morte di Tony Boemi, Macario nel 2007 lascia Telespazio Calabria per lavorare in proprio producendo trasmissioni televisive di alto successo su altre emittenti calabresi e nazionali.

Nel 2009 entra a far parte diStudiopro Macario, studio di produzioni di suo figlio Nicholas, come consulente di arte e spettacolo, mettendo al completo la propria esperienza e professionalità indirizzando nuovi giovani interessati al mestiere e alla realizzazione del nuovo mercato comunicativo.

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