Le donne e il blues

Le donne e il blues

Mamie Smith ha segnato il suo posto nella leggenda della musica americana in quanto è stata la prima ad incidere un disco blues (“Crazy Blues” – 10 agosto 1920).
Furono vendute un milione di copie nei primi sei mesi e l’evento fece capire alla case discografiche l’entità di questo possibile mercato.
Una donna che sapeva intrattenere con una voce femminile potente e penetrante. A differenza dei classici comportamenti blues, Mamie girò come ballerina con la compagnia dei Tutt-Whitney’s Smart set appena adolescente e cantò nei club di Harlem prima della I guerra mondiale.
Ma Rainey fu celebrata come la “madre del blues”, si esibiva e diffondeva la musica blues già da vent’anni. Il suo successo aprì la strada a molte altre artiste, fra cui la sua protetta Bessie Smith.
Come interprete da vivo, era letteralmente elettrizzante. Le sue entrate in palcoscenico sembravano delle enormi riproduzioni di Victrola, era elegantemente avvolta in abiti lunghi arricchiti di perline, coperta di diamanti artificiali e di voluminosi boa.
Quando era sul palco camminava altera, si fermava, posava per il pubblico, rideva, gemeva, urlava. Cantava con una semplicità e una purezza che conquistava gli ascoltatori.
Bessie Smith fu soprannominata “l’imperatrice del blues”. Di tutte le cantanti che incisero nel periodo dello splendore del blues classico femminile, nessuno dimostrò un maggior talento o ebbe fama maggiore di lei.
La profondità emotiva che metteva nelle canzoni, il suo impeccabile tempismo e il suo senso del ritmo fecero di Bessie un modello di riferimento per giudicare le altre cantanti blues.
Nel suo periodo d’oro, Bessie vendette più dischi e guadagnò più soldi di qualsiasi altro artista blues, uomo o donna che fosse.
E’ possibile ascoltare il suo influsso nei dischi di Billie Holiday, Janis Hoplin e anche oggi nella musica del cantante rap-soul e bassista Me’Shell Ndege’Ocello.
Victoria Spivey iniziò a cantare giovanissima e spesso lavorò col chitarrista Blind Lemon Jefferson. La sua prima incisione, “Black Snake Blues” del 1926, fu un grande successo, e tre anni dopo sfondò nel cinema, lavorando nel musical afro-americano della MGM dal titolo Halleluja.
Oltre ai suoi coinvolgenti spettacoli e alle meravigliose incisioni, la Spivey si dimostrò una straordinaria compositrice e un’acuta donna d’affari. Il suo fiuto per gli affari le permise di aprire, all’inizio degli anni ’60, una propria etichetta discografica, la Spivey Records, che produsse essenzialmente musica blues.